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lunedì 10 dicembre 2012

i verbi di pensiero in spagnolo (indicativo vs congiuntivo)


Chi ha studiato un po' la grammatica spagnola o segue questo sito da qualche tempo, sa che l'indicativo è il modo verbale della realtà, della certezza, della constatazione e dei fatti mentre il congiuntivo è il modo verbale del dubbio, dell'incertezza, dell'ipotesi e dell'irrealtà. Con questa regola in tasca e con un po' di pratica è semplice sapere quali modi e tempi verbali utilizzare anche quando le similitudini con la lingua italiana tendono, in alcuni casi, a portarci fuori strada. A volte questo non basta e si deve tenere conto anche del tipo di verbo con cui abbiamo a che fare.

In questo post analizziamo come si comportano quelli che in spagnolo vengono detti verbi di pensiero o giudizio mentale (verbos de pensamiento o juicio mental)  in frasi del tipo:
  • Frase principale + que + frase subordinata (AFFERMATIVA)
  • (No) Frase principale + que + frase subordinata (NEGATIVA)
  • (No) Frase principale + que + frase subordinata? (INTERROGATIVA)

(es: io credo che lui..., non penso che loro..., vi sembra che lei...?, ecc.)

I principali verbi di pensiero/giudizio mentale (pensamiento/juicio mental) spagnoli sono: pensar, creer, parecer, opinar, suponer, descubrir, ovlidar, saber.

Partiamo dalla regola generale che dobbiamo cercare di fissare nella nostra mente.

In spagnolo dopo questi verbi si utilizza  (nella frase subordinata):

  • l'indicativo (contrariamente all'italiano) quando la frase principale è affermativa:
    • Creo que merece la pena luchar por amor (credo che valga la pena lottare per amore) (pronuncia)
    • Pienso que este problema no tiene solución (Penso che questo problema non abbia soluzione) (pronuncia)
    • Parece que esa chica quiere salir conmigo  (sembra che quella ragazza voglia uscire con me) (pronuncia)
  • il congiuntivo (come in italiano) quando la frase principale è negativa
    • No creo que merezca la pena luchar por amor (non credo che valga la pena lottare per amore) (pronuncia)
    • No pienso que este problema no tenga solución (non credo che questo problema non abbia soluzione) (pronuncia)
    • No parece que esa chica quiera salir conmigo (non sembra che quella ragazza voglia uscire con me) (pronuncia)
  • nelle frasi interrogative, generalmente, si può usare sia l'indicativo sia il congiuntivo.
    • ¿Crees que merece la pena luchar por amor? (credi che valga la pena lottare per amore?) (pronuncia)
    • ¿Crees que merezca la pena luchar por amor? (credi che valga la pena lottare per amore?) (pronuncia)

Non vi nascondo, tanto siamo tra amici, che questa regola mi ha sempre creato qualche problema. Un po' perché in italiano usiamo il congiuntivo anche nelle frasi affermative (credo che valga la pena), un po' perché in spagnolo quando si parla di ipotesi, dubbi, eventi futuri o irreali mi scatta prepotentemente la molla mentale del "devo usare il congiuntivo!".

La domanda che il mio cervello italiano si pone quando deve esprimere una opinione (affermativa) in spagnolo è: ma con le espressioni credo che, penso che, sembra che, ecc. non introduco già un senso di dubbio che "chiama" il congiuntivo?

In realtà, sforzandomi, mi sono reso conto che con credo che, penso che, sembra che esprimo una mia opinione, un giudizio. In questa mia opinione non c'è nessuna ipotesi o dubbio, è un mio giudizio mentale e personale, non giudico un valore ma "constato un fatto".  Non si tratta di  un evento irreale, ipotetico o futuro... e per questo NON uso il congiuntivo: ergo... si usa l'indicativo! (creo que vale la pena). Io così mi sono "autoconvinto" e voi?

Ora, è importante delimitare il perimetro in cui vale questa regola. Ciò che abbiamo detto finora  vale per tutti i verbi di pensiero e giudizio mentale  (pensamiento e juicio mental) e abbiamo visto che in questa categoria rientrano verbi come:  pensar (pensare), creer (credere), parecer (sembrare), opinar (opinare), suponer (supporre), descubrir (scoprire), olvidar (dimenticare) , saber (sapere). Contrariamente tale regola NON si applica per tutti i verbi che esprimono dubbio, desiderio, consiglio, preghiera come per esempio esperar (quando significa sperare), desear (desiderare), pedir (chiedere [per avere]), aconsejar (consigliare).

Quando spero qualcosa o spero che qualcosa accada... sono proiettato verso un evento futuro, irreale, ipotetico. Ecco perché con esperar (sperare) questa regola (frase subordinata affermativa = indicativo) non vale. Tutti i verbi che esprimono dubbio, desiderio, consiglio, preghiera contrariamente ai verbi di pensiero/giudizio personale reggono il congiuntivo anche nelle frasi affermative.

Diremo quindi:

  • Espero que estés bien (spero che tu stia bene) CONGIUNTIVO (pronuncia)

Vedremo quest'altra categoria di verbi in un post dedicato (per non fare troppa confusione)

Una precisazione importante:  abbiamo visto diverse frasi in cui i soggetti nelle due frasi (principale e subordinata) erano diversi (es: [IO] credo che a [LUI]...). Se non c'è cambio di soggetto ([IO] credo che [IO]...) possiamo anche usare l'infinito...

Un esempio rende le cose più chiare:

  • yo creo que puedo ir (io credo di poter andare)  (pronuncia)

si può esprimere anche con

  • yo creo poder ir (io credo di poter andare) (pronuncia)


un po complicato eh? rivediamo quanto abbiamo detto fino a questo punto:

con tutti i verbi di pensiero o giudizio personale come creer, pensar, parecer, da non confondere con i verbi che esprimono invece dubbio, desiderio, consiglio, preghiera come esperar, dudar, aconsejar, quando abbiamo un periodo composto da una frase principale e una subordinata (frase1 + que + frase2), qualunque siano i due soggetti delle due frasi:

  • uso l'indicativo quando la frase principale è affermativa. (es. creo que puedes hacerlo)
  • uso il congiuntivo quando la frase principale è negativa. (es. no creo que puedas hacerlo)
  • posso usare (generalmente) indicativo o congiuntivo nelle frasi interrogative (es: (no) crees que puede hacerlo? (no) crees que pueda hacerlo?)
poi, se i due soggetti sono gli stessi, la regola non cambia, ma ho una possibilità in più:
  • posso (in alternativa) usare l'infinito [se i soggetti sono gli stessi] (es: creo poder hacerlo, no creo poder hacerlo)

Nota: Ho visto dei nativi litigare sui forum su questi argomenti quindi non preoccupatevi se il tema vi sembra un po' ostico.  Per dover di cronaca, se dobbiamo essere devoti al 100% alla grammatica spagnola, va riportato che non sembra essere permesso l'uso del congiuntivo nelle domande in forma negativa (¿no crees que pueda...?) pur essendo utilizzato in alcune circostanze nella lingua parlata. Per chi vuole farsi del male o chiarirsi davvero le idee consultate: El subjuntivo, valores y usos; J.Borrego, J.G. Asencio, E.Prieto: R42, páginas 94/98

Purtroppo il nostro cervello italiano, abituato in questi contesti all'uso quasi esclusivo del congiuntivo, va facilmente in crisi e non riesce spesso a cogliere le diverse sfumature di significato che caratterizzano una frase spagnola "all'indicativo" e una "al congiuntivo".

Proviamo a capire quello che il nostro cervello italiano (il mio compreso ovviamente) non capisce :)

  • creo que tiene razón → cervello italiano (credo che abbia ragione) →cervello spagnolo (credo che abbia ragione, sono sicuro! è un fatto!)
  • no creo que tenga razón → cervello italiano (non credo che abbia ragione) → cervello spagnolo (non credo che abbia ragione, ho qualche sospetto, è probabile ma sono un po dubbioso)
  • ¿crees que tiene razón? → cervello italiano (credi che abbia ragione?) →cervello spagnolo (credi che abbia ragione? lo sai per certo? è un fatto riconosciuto?)
  • ¿crees que tenga razón? → cervello italiano (credi che abbia ragione?) →cervello spagnolo (credi che sia possibile che lui abbia ragione?) 
  • ¿no crees que tiene razón? → cervello italiano (non credi che abbia ragione? io sì!) → cervello spagnolo (non credi che abbia ragione? io sì! vero che ha ragione? sei d'accordo con me?)

Concludo parlando di una eccezione a quanto detto finora in cui potreste imbattervi. Spegniamo per un attimo il nostro traballante ma tenace cervello spagnolo. Fatto? E riaccendiamo il nostro vigoroso e allenato cervello italiano. Fatto?

Ora analizziamo la frase italiana:

Non credo di poter passare l'esame  → questo è un [non credo] che esprime sicuramente un dubbio, una improbabilità

però quando dico:

Non credo assolutamente al fatto che questa dieta faccia dimagrire! → questo è un [non credo] che NON esprime un dubbio, ma una opinione, o meglio, un rifiuto ad una opinione di altri (gli altri dicono che questa dieta fa dimagrire ma io non ci credo!)

In italiano possiamo sorvolare su queste differenze di significato, in spagnolo però sappiamo già che non è così: realtà, certezze, fatti certi chiamano l'indicativo mentre  dubbi ed ipotesi chiamano il congiuntivo.

La frase:

No creo que esta dieta sea buena para adelgazar  → non credo [ho qualche dubbio] che questa dieta sia valida per dimagrire

segue fedelmente tutte le regole discusse fino a questo momento [NO CREO = DUBBIO = CONGIUNTIVO].

Si può considerare corretta anche la frase:

No creo que esta dieta es buena para adelgazar  → non ci credo che questa dieta sia valida per dimagrire [non ci credo! anche se tutti dicono che è così]

Stiamo contravvenendo alla regola generale [NO CREO = CONGIUNTIVO] solo perchè quel no creo indica un rifiuto ad un'opinione altrui, non esprime un dubbio. Da qui l'uso insolito dell'indicativo in questo tipo di costruzioni.

Vedi anche il post sui verbi spagnoli che reggono il congiuntivo

Alla prossima,


Autore: 
Marco Santini 



PS: Poveri cervelli inglesi...




14 commenti :

  1. I cervelli inglesi sono piu tranquilli.... ;)

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  2. ehehehe concordo... la tranquillità di chi ignora (con tutto il rispetto ovviamente... parlo solo di mancate affinità linguistiche)

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  3. Studio spagnolo da anni, finalmente un post chiaro sull'argomento. Grazie!

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  4. Per chi è italiano del sud come me, in questo caso può essere utile 'pensare' in dialetto o in italiano 'slang' che è molto più vicino come grammatica al parlato spagnolo.

    Giovanni

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  5. fantastico!!!! finalmente una spiegazione razionale!!! complimenti!!! non avevo ancora trovato da nessuna parte questa interpretazione esposta in modo così chiaro ed efficace!!

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  6. l'unico che è riuscito a farmi capire le differenze...grazie!

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  7. spero che i nativi SIANO indulgenti con i nostri errori da cervelli italiani! :-)
    grazie Marco!

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  8. Grazie una delle spiegazioni più lineari in cui mi sia imbattuto sinora

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  9. Ciao Marco,
    davvero ottima spiegazione!!
    Vorrei fare una precisazione: oltre ai verbi di pensamiento/opinión (creer, pensar, parecer ..) si comportano nello stesso modi i verbi di percepción física (oír, ver, observar, notar..) e di comunicación (decir, afirmar, asegurar, explicar..).
    Per esempio diremo:
    - No te aseguro que Juan e Ignacio lleguen a tiempo .
    - Te aseguro que te pienso más de lo que imaginas.
    Inoltre questi verbi reggono l'indicativo, e non il congiuntivo cuando:
    - il verbo della proposizione principale è un imperativo negativo -> No creas que ESTOY enfadado contigo.
    - è una domanda (affermativa o negativa) -> ¿No crees que ya ES muy tarde para salir de fiesta?
    - è seguito da un pronome/avverbio interrogativo(qué,quién,dónde,cuál...) o dalla congiunzione "si" -> No sé dónde he dejado mi abrigo. No comprendo cuál es la causa de tu cabreo. Todavía no sabemos si ha aprobado el examen.

    Silvia

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  10. Cercherò di far coesistere amorevolmente i due cervelli....sarà complicatissimo...però che bella spiegazione!!!! Comunque dopo un secondo ho già dimenticato tutto...è normale vero?

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  11. ahahah normale normale... torna qui più spesso! vedrai che prima o poi si fissa nella tua mente... su entrambi i cervelli...

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  12. MA IO TI AMOOOOOO

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